Clubhouse per piccole imprese: come può aiutare il tuo business

Perché dovresti usare Clubhouse per la tua attività

“Non posso investire sul digital… la mia azienda è troppo piccola, e non ne ha le risorse”

Quante volte, quando vi siete sentiti dire così, avreste voluto ribattere spiegando che no, in realtà non bisogna sempre avere budget faraonici, e che comunque è un costo ma è anche un investimento, e che ci sono migliaia di casi studio di piccole aziende che comunicano bene online e soprattutto che questa rivoluzione non è alla fine ma ancora all’inizio, ed è meglio essere pronti e formarsi?

Formarsi, esatto, ecco la parola chiave. Il digital marketing a volte spaventa perché non lo si capisce, oppure perché si capisce che c’è bisogno di comprenderlo ma non si vogliono investire le risorse necessarie per formarsi a riguardo. Allora si aprono due vie: non fare nulla, o tentare di terziarizzare tutto il delegabile.

Agenzie, servizi web, software: tutto questo rappresenta una vera fortuna per l’imprenditore che si avvicina al digitale, ma la verità è che ci sono aspetti del business che non possono essere definiti da altre persone, o da una IA (intelligenza artificiale). I valori, la missione, i punti differenzianti, la storia: insomma, tutto ciò che sta alla base di un’azienda e dovrebbe essere alla base della comunicazione social.

La crescita esponenziale di social medium come TikTok o Clubhouse esemplifica appieno tutto questo: su TikTok il contenuto dev’essere fresco, non può essere pre-impostato prima o troppo lavorato.

Su Clubhouse bisogna parlare, in diretta, e l’unica voce che può avere un’azienda è l’azienda stessa.

 

Questo implica un necessario investimento in formazione ma c’è una buona notizia: ad oggi, TikTok e Clubhouse sono i social dove è più semplice connettersi con le altre persone. Quindi che l’obiettivo sia fare awareness, creare engagement su un tema e in alcuni casi anche provare a convertire business, sono i due social in cui l’attenzione costa meno in assoluto. Ovvero, in cui arrivare a più occhi o orecchie senza spendere un capitale.

Clubhouse per aziende: nuovo formatoPer investire tempo, ed eventualmente budget su Clubhouse c’è anche un altro motivo: la crescita esponenziale del mezzo audio e dei contenuti vocali.

Clubhouse ha creato un modello che i grandi si sono affrettati a copiare (con scarsi risultati, per ora) e che definirà molto del contenuto che consumeremo nei prossimi anni, anche grazie alla diffusione di tecnologie come quelle su cui si basano Alexa e Google Home e tutti gli smart speaker.

Ma quindi, a parte questo motivo, perché Clubhouse?

Il social delle nicchie (per ora, ma finalmente!)

Quante volte vi siete detti “non posso investire sui social, la mia è una nicchia e i miei clienti lì non ci sono!”. Sbagliato, ci sono e vi ascoltano.

La differenza che Clubhouse ha con altri canali, per ora, è che queste nicchie sono ancora relativamente semplici da identificare e ingaggiare.

Su Clubhouse, ad esempio, le stanze hanno un titolo: se il titolo ti interessa entri, altrimenti no. Non è forse questo il vero senso della targetizzazione, in un mondo social di contenuti distribuiti alla massa?

L’Internazionale

Clubhouse è una piattaforma davvero internazionale. È difficile che nel nostro feed explore, la home di Clubhouse, non troviamo almeno un paio di room in inglese. Certo, si può allenare l’algoritmo a presentarci solo room italiane, ma se quello spazio internazionale diventasse invece un canale per espandere il proprio business, che sia tramite conversioni in un e-commerce o attraverso la creazione di relazioni, o magari trovare investitori per la propria azienda?

Il network

Il terzo punto è introdotto dall’ultima riga del secondo: l’unico modo per usare Clubhouse è fare network, parlare con le persone, e soprattutto ascoltare!

 

Se aprite una stanza e parlate da soli senza interagire, le persone si stancheranno. Se non fate parlare le persone o le interrompete, se ne andranno. Se comunicate in modo costruito e non genuino, vi eviteranno. Se invece fate il contrario, potrete creare delle connessioni che potrebbero risultare strategiche per il vostro sviluppo personale e professionale – connessioni che sugli altri social è estremamente più difficile costruire.

La conoscenza dei trend di mercato

Un aspetto per cui mi entusiasma particolarmente usare Clubhouse, soprattutto in queste ultime settimane, è legato alla conoscenza dei trend di mercato, o in generale le notizie del giorno. Entrare in una room anche solo per ascoltare chi parla della propria esperienza, dà la sua opinione su un fatto di geopolitica, o fa un pitch del suo business agli investor potrebbe valere molto di più di asettici report di settore (ed è pure gratis!).

Questo aspetto è estremamente importante dal punto di vista dell’attenzione all’innovazione per arrivarci prima dei propri concorrenti, e può risultare critico soprattutto per chi ha una startup e ha bisogno di validare e testare continuamente le proprie ipotesi.

La crescita sugli altri canali social

Si parla molto poco di come Clubhouse può essere veicolo di traffico su altri canali social. L’app, infatti, consente la presenza di soli due link all’interno del proprio profilo: quello di Twitter e quello di Instagram.

A seconda del settore in cui l’azienda o il professionista opera, questo aspetto può diventare cruciale nel far atterrare più utenti sui canali esterni a Clubhouse, e potenzialmente crescere di rilevanza o aumentare le vendite (soprattutto nel caso di Instagram che permette la costruzione di uno Shop interno all’app).

Clubhouse app
Photo by DuoNguyen on Unsplash

Questo aspetto è fondamentale anche per il punto 3, quello del network: su Clubhouse non si possono mandare messaggi diretti, per cui, le persone dovranno sempre andare a cercarvi fuori e approfondire. E questo non è necessariamente un male… anzi. Questo ci ricorda come Clubhouse è parte di una strategia social e non è la manna dal cielo: se non siete su altri social o non avete un sito web, e le persone fuori non sanno come trovarvi, probabilmente andare a farvi conoscere su Clubhouse a livello professionale non ha senso. Ma nel caso contrario, Clubhouse deve essere inserito in una strategia media, qualunque essa sia.

Il first-mover advantage

Se aveste comprato casa nel quartiere che oggi è diventato CityLife a Milano (dove abitano i Ferragnez!) una trentina di anni fa, oggi il vostro immobile avrebbe drasticamente aumentato il suo valore. Allo stesso modo, se aveste acquistato anche solo una decina di Bitcoin nel 2016 avreste ora in mano un bel gruzzoletto che, forse, avreste già convertito in denaro.

Su social come Clubhouse la logica è la stessa: non si investe (solo) per il breve periodo, ma si costruiscono nel tempo skill e community su cui potremo convertire e raccogliere i frutti successivamente. Come su Facebook nel 2010 e Instagram nel 2015, anche per TikTok è stato e forse è ancora così – non fate lo stesso errore e non dormite su Clubhouse!

Un’ultima nota: Clubhouse non è morto.

 

Clubhouse è l’espressione di un fenomeno inarrestabile che ha sovvertito, complice anche la pandemia, alcune delle logiche di comunicazione più difficili da sradicare. Clubhouse non è morto perché tutti i grandi lo copiano, Clubhouse è vivissimo perché la sua, se non sopravviverà nell’app, sarà una feature di qualche altro social medium. E credetemi, quando arriverà, vorrete sapere come usarlo e sfruttarlo per il vostro business…

Sono un'imprenditrice innamorata dei contenuti. Dopo aver studiato tra Italia, USA e UK, sono diventata CEO for One Month di Adecco Group Italy nel 2017 e riconosciuta tra i migliori laureati del 2016 dal Parlamento. Da piccola volevo essere Lilli Gruber, oggi racconto storie davanti alla telecamera. Insieme ad Alessandro Sandionigi ho cofondato Generation Warriors, content farm focalizzata ad eliminare il gap generazionale, e l'Osservatorio sulle Generazioni. Sono docente di entrepreneurship e consulente in ambito innovazione. Ho cofondato con Federico Cecchin e Ana Maria Fella la più grande community su Clubhouse in Italia - Clubhouse Italia.