Cos’è il cybersquatting del dominio e come combatterlo?

Guida al mondo del cybersquatting

Immaginate di chiedere a Siri, all’assistente di Google, a Cortana o Alexa, di cercare per voi il vostro business online. Invece del consueto dominio, venite reindirizzati a una pagina dal nome identico – o meglio, molto simile – a quello che utilizzate per la vostra impresa. Questo, in poche parole, è il cosiddetto cybersquatting, dall’inglese “squat”, occupare abusivamente. Cosa? Il dominio web.

Ok, trattenetevi dal pronunciare qualsivoglia ingiuria. Il colpevole non è il vostro assistente virtuale. Vi è stato appena servito il pezzo forte della casa (contenuto web, pubblicità o pagina di annunci) da parte uno squatter di domini web.

La pratica del domain grabbing, comunemente indicata come cybersquatting, è passata dall’essere completamente legale a cascare in un limbo tale per cui in alcuni casi può essere tollerata e in altri diventa illegale.

Cos’è il cybersquatting?

In che modo si può capire che si tratta di cybersquatting? È importante sottolineare la differenza tra la pratica legittima di compravendita di domini web e il suo abuso. In breve, tutto dipende dagli intenti. Il cybersquatting consiste nell’atto di acquistare un dominio di primo livello generico (gTDL) per prevenire la possibilità che qualcun altro se ne appropri, magari per rivenderlo in futuro o per vendere pubblicità.

Una ulteriore distinzione va fatta tra il cybersquatting e il cosiddetto “domaining”, ovvero la pratica di acquistare domini web con nomi dal valore potenziale, basandosi sulle abitudini e i trend dei consumatori, al fine di rivenderli a un prezzo maggiorato. A quel punto il proprietario può scegliere di mettere all’asta il dominio nel mercato secondario vendendolo al miglior offerente o in alternativa affidarsi a un broker di domini web.

Perché mai diventare un cybersquatter?

cubersquatting: perché diventare uno cybersquatter

Vi sembrerà ancora un mistero il perché qualcuno si metta a registrare domini affini al nome della vostra piccola impresa, specialmente se siete appena partiti con la vostra attività. Sicuramente ci sono personaggi o imprese più appetibili della nostra, basti pensare a Madonna, Ringo Starr o Microsoft, e infatti sono arrivati anche là. Ma cosa vorrà mai farsene qualcuno del “ilmiopiccolobusinessnomeazienda.com”? E come hanno fatto a registrarlo per primi? Dipende.

I domain squatter che comprano nomi di personaggi famosi o brand conosciuti spesso raggiungono persone che hanno a che fare col loro business, nella speranza di avere un ritorno enormemente più grosso rispetto al piccolo investimento. Talvolta usano il dominio per pubblicare contenuti espliciti, come nel caso di Madonna, il cui nome venne utilizzato da un sito a contenuto pornografico. È possibile anche che vengano pubblicati contenuti non offensivi, come accaduto a Julia Roberts che si è vista “usurpare” il suo nome da un fan. In entrambi i casi le celebrità hanno vinto le proprie battaglie legali.

Guadagnare con le pubblicità è un altro fine dei cybersquatter. Acquistare domini con nomi contenenti uno o più errori di battitura diffusi, reindirizzando chi sbaglia nella digitazione a una pubblicità, può essere profittevole.

Quando si tratta di nomi meno noti, i cybersquatter non devono far altro che dare uno sguardo alle notifiche pubbliche dei nomi delle LLCs (limited liability companies – in Italia le Società a Responsabilità Limitata) ai registri delle licenze o ad altri registri per piccole imprese. Non appena ne trovano una che non ha ancora effettuato la registrazione, sia che si tratti del suo nome legale o di uno fittizio, se lo accaparrano subito, spesso per una manciata di euro.

Il gioco vale la candela, perché è probabile che l’interessato paghi una bella cifra per avere il suo dominio preferito piuttosto che cambiare nome in corsa all’azienda e rifare tutta la trafila burocratica, specie se l’intento è quello di dare il via a una nuova attività.

Lo stesso discorso si applica ai “domain investors professionisti, che controllano periodicamente il database WHOIS per accaparrarsi i domini appena scaduti più appetibili sul mercato, al fine di aumentare il traffico sul proprio sito, vendere pubblicità o rivenderlo a un nuovo (o al vecchio) proprietario.

Se non è tuo, probabilmente si tratta di cybersquatting

I domini di primo livello generici (gTLDs) basati su parole protette da copyright e marchi registrati sono protetti sotto la Policy “Uniform Domain-Name Resolution (UDRP). Questo significa che il proprietario di un contenuto protetto da copyright o un marchio registrato può far valere le sue ragioni in caso di domini web registrati appositamente in mala fede.

La mala fede definisce il cybersquatting come tale.

Registrare un dominio con l’intento di ostacolare un competitor, trarre profitto da una presunta connessione tra il materiale protetto da diritti d’autore o il marchio registrato e il proprietario del dominio, o il tentativo di impedire al legittimo proprietario di registrare a sua volta il proprio nome è considerato come agire in cattiva fede.

Passi da seguire per reclamare un dominio occupato da un cybersquatter

Se credi che il nome di un certo sito web confligge col tuo marchio registrato o con i tuoi contenuti web protetti da copyright, contatta il proprietario del dominio, compila un UDRP o agisci per vie legali.

È necessario presentare un reclamo, assicurandovi di comunicarlo in più modi possibile. Scegliete un provider autorizzato dalla Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN) per monitorare i procedimenti amministrativi, e siate certi di poter provare sia la proprietà del vostro marchio registrato che la mala fede del cybersquatter.

Tutte le informazioni sono disponibili al sito web ICANN.

Pillole di prevenzione contro il cybersquatting

È più facile evitare di essere vittime di cybersquatting prendendo qualche accorgimento piuttosto che affrontare il problema successivamente. Ecco cinque consigli per evitare di perdere il proprio dominio in futuro:

Registra il dominio che ti serve prima di quando ne hai effettivamente bisogno

Registra il dominio non appena trovi quello giusto. Aggiungere un dominio al tuo carrello non eviterà che qualcun altro faccio lo stesso e lo compri prima di te. I cybersquatter spesso comprano nomi di domini ricercati di recente nella speranza di venderli a chi li aveva cercati in origine.

Registra nomi affini o simili

Compra sempre domini con molteplici estensioni – .com, .co .biz, ecc – per evitare che i cybersquatter ti battano sul tempo. Ricerca gli errori di battitura più comuni al momento della ricerca della tua impresa e prendi in considerazione l’ipotesi di acquistarli.

Acquista la protezione per i proprietari di domini web

GoDaddy offre una Registrazione protetta che ti assicura sulla proprietà del dominio web, a prescindere dalle date di scadenza o ai tentativi di trasferimento.

Regista il tuo marchio

Rivendica legalmente il tuo dominio registrandolo all’ente apposito.

Sii l’intestatario della registrazione

Non far sì che qualcun altro tenga in “ostaggio” il tuo dominio. Se un impiegato o una terza parte registra un dominio per tuo conto, accertati che sia fatto a tuo nome.

Hai tante opzioni da scegliere

Se un dominio è già in uso e non è protetto da copyright considera la possibilità di scegliere un nome diverso per il tuo business. Se il .com è già preso, ad esempio, pensa ad aggiungere qualche altra estensione di rilievo, assieme al country code .it, .co, .uk o .au. Un gran numero di estensioni di domini che hanno a che fare col tuo business sono disponibili in diverse salse.

Ora che non devi più scervellarti a capire cosa si intende con “cybersquatting” puoi andare al capitolo successivo e proteggere ciò che è tuo. Vai avanti, esprimi te stesso online.
Assicurati semplicemente di farlo in modo legale e usa le dovute precauzioni.

RuthAnn Hogue
Basata in Arizona, RuthAnn Hogue è la proprietaria e fondatrice di Whiptail Publisher’s Syndicate e un'autrice pubblicata di saggistica. Quando vuole scatenarsi, questa giornalista ritrovata tira fuori la sua chitarra Gibson Les Paul Custom Deluxe Silverburst del 1979. Amante degli amici pelosi, RuthAnn ha il tempo di viziare tutti e quattro i suoi Jack Russell terrier quando non sta twittando da @MyWhiptail o postando su Facebook @whiptailpublishing.