Augmented Reality Studio: l’app della Realtà Aumentata

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Dilium è una startup innovativa milanese specializzata nella progettazione e nello sviluppo di progetti basati su Tecnologie di Frontiera per l’evoluzione digitale dei canali B2B e B2C, come Realtà Aumentata, Intelligenza Artificiale, Machine Learning e Blockchain. 

Co-fondata nel 2017 da Donato De Ieso e Roberto Sommariva, in pochi anni anni questa impresa ha sviluppato diversi prodotti e servizi innovativi in campo digitale, tra i quali Augmented Reality Studio

Abbiamo chiesto a Donato De Ieso di raccontarci com’è nata questa startup e in che modo il digital, oltre ad essere la sua “anima”, l’ha aiutata a crescere online. 

Dilium: foundersCos’è Augmented Reality Studio? Qual è la sua storia e quella dell’impresa che l’ha creata?

Augmented Reality Studio è uno strumento innovativo che consente di creare esperienze in Realtà Aumentata senza chiedere ai suoi utenti di saper programmare o di possedere complicate competenze tecniche. È soprannominato “il photoshop della Realtà Aumentata” perché funziona esattamente come un editor visuale. Accedendo alla piattaforma in cloud disponibile navigando da qualsiasi browser, è possibile dar vita ai propri progetti in pochi semplici passaggi. 

La Realtà Aumentata è una delle quattro “core technologies” su cui si basa l’attività di ricerca e sviluppo di soluzioni digitali innovative di Dilium. Come startup, dal 2017 a oggi abbiamo sviluppato 12 app AR, tutte interamente personalizzate e disponibili negli store online. Per supportare ulteriormente i nostri clienti e renderli indipendenti nella creazione dei contenuti, abbiamo centralizzato le operazioni di creazione e abbiamo sviluppato Augmented Reality Studio per offrire tutta la flessibilità necessaria.

Quali sono i vostri consigli per aprire una start-up innovativa come la vostra? Cosa serve, sia a livello pratico che “personale”? 

Inizialmente abbiamo aperto la nostra startup online, ma oggi non è più possibile senza prima passare da un notaio. Possiamo dirvi, però, che oggi è molto più semplice aprire una startup rispetto a qualche anno fa. Certo, se poi si vuole creare una startup che stia sul mercato allora è necessario armarsi di tempo: per riuscire a definire attentamente quale valore si vuole creare, in che modo operare e tutti quegli aspetti necessari per riuscire a generare, anno dopo anno, un fatturato che riesca a sostenere la società e confermi il suo percorso di crescita. Inoltre, una buona dose di flessibilità è sicuramente l’arma vincente, soprattutto all’inizio, quando è richiesto di fare di necessità virtù. 

Augmented Reality Studio: esempio realtà aumentataGli strumenti digital come il sito web, hanno aiutato Augmented Reality Studio a crescere e a farsi conoscere dal pubblico? 

Sì, certamente. Il sito web è fondamentale, è come se la tua azienda fosse sempre disponibile, 24 ore su 24. È il proprio biglietto da visita al mondo e come tale va curato nei minimi dettagli. Riceviamo tantissime richieste proprio dal form di contatto che abbiamo sul sito. Alla fine, ciò che proponiamo ai nostri clienti è ciò che noi stessi applichiamo al nostro business come ottimizzazione dei siti sui dispositivi mobili e velocità di caricamento delle pagine per garantire la migliore esperienza di navigazione. Il nostro reparto marketing e comunicazione ha strutturato anche una strategia multicanale che oltre al sito web e ai contenuti SEO include i social media e l’e-mail marketing

Quali impatti ha avuto la diffusione del Coronavirus sulla vostra attività e come avete superato eventuali difficoltà? 

La pandemia ha colpito tutti, anche chi, come noi, lavora quotidianamente con strumenti digitali. Tuttavia, non siamo stati colti alla sprovvista e abbiamo saputo rispondere col giusto tempismo a un evento imprevedibile. Già prima che il Covid-19 costringesse molte aziende ad applicare il lavoro agile come misura straordinaria, garantivamo ai nostri dipendenti una giornata di lavoro in Smart Working per conciliare le necessità del singolo con gli obiettivi aziendali. 

Durante questo periodo non ci siamo persi d’animo e abbiamo lavorato a soluzioni che permettessero anche ad altre aziende di continuare a operare in sicurezza: ad esempio, abbiamo sviluppato un sistema per tenere traccia dei visitatori e delle riunioni dei propri dipendenti all’interno dell’azienda, inoltre non è mancato il nostro impegno per il sociale. Abbiamo collaborato alla realizzazione della piattaforma che ha ospitato il derby virtuale di beneficenza Tutticontrocovid tra Roma e Lazio dove sono stati raccolti 46.440 € a favore del Covid Hospital del Policlinico Tor Vergata.

Dilium: al lavoro in ufficioLa strada per aprire un’attività di successo può essere lunga. Da cosa è partito tutto e cosa vi ha ispirato? Cos’è che vi ha fatto decidere di mettervi in gioco e di intraprendere questo percorso? 

Il percorso di Dilium ha avuto inizio all’interno del LivingLab dell’Università degli Studi di Milano. Uno spazio dove si incontrano università e impresa per l’avviamento di idee imprenditoriali. Lavorando come tutor e docente di Linguaggi di Programmazione Web e Mobile, ho incontrato alcuni studenti molto brillanti e da quel momento abbiamo iniziato a raccogliere alcune sfide presentate da altre aziende che chiedevano di innovarsi con soluzioni digitali. Poi, idea dopo idea, e raccogliendo l’interesse di professionisti provenienti da diversi settori, abbiamo deciso di progettare un percorso di crescita condiviso che permettesse alla neonata società di ritagliarsi un posto ben preciso sul mercato ICT.

Qual è stata un’esperienza del percorso imprenditoriale che ricordate con soddisfazione? 

I primi riconoscimenti ricevuti a livello nazionale ed europeo grazie alla partecipazione a Call e Bandi. Il digital SME Alliance è stato un traguardo ricco di emozioni, come lo è stato anche un bando nazionale rivolto a startup come la nostra per sviluppare soluzioni innovative basate sulla Realtà Aumentata. Programmi come il Global Startup Program dell’Agenzia ICE, che prevedono un percorso di sviluppo all’estero, ci hanno permesso di portare il marchio Dilium fino in Giappone, e quest’anno sarà il turno di Chicago. Il 2021 è tutt’ora un anno incredibile: abbiamo partecipato anche al CES e con il supporto del bando Archè abbiamo realizzato il primo prototipo di un oggetto fisico, uno smart mirror per la salute chiamato Leyer. Recentemente abbiamo preso parte a un programma di potenziamento per InnovaMusei Call Get it! grazie al quale presenteremo le nostre soluzioni innovative in Realtà Aumentata ai musei aderenti. È in occasioni come queste che capiamo che i nostri sforzi puntano nella giusta direzione

Augmented Reality Studio: ultima cenaC’è stato un momento di svolta per la vostra attività? Qualcosa che vi ha dato quello “slancio in più” per superare eventuali difficoltà? 

Nonostante il Covid e il drastico stop imposto a molte attività, con la relativa chiusura e/o l’incertezza nell’investire in attività di ricerca e sviluppo, il 2020 è stato un anno in cui siamo riusciti a rispondere con flessibilità e prontezza alle necessità di molte società che chiedevano nuovi strumenti digitali per poter continuare la propria attività. È stato un periodo in cui la nostra struttura organizzativa si è consolidata con l’ingresso di nuove figure professionali e siamo riusciti a dare una risposta puntuale e di valore a molte esigenze. Il riconoscimento da parte dei clienti, poi, è motivo di orgoglio, ma non solo. Vedere che i clienti sono contenti, che apprezzano il nostro lavoro e ci presentano i loro partner è una spinta a fare meglio e a migliorarci sempre di più. 

Avete un sogno per la vostra attività, uno o più obiettivi che vorreste raggiungere? 

Come tutte le organizzazioni abbiamo prefissato degli obiettivi nel medio lungo termine e tracciato un percorso che ci porti al raggiungimento di questi obiettivi. In termini economico-finanziari ci piacerebbe continuare a crescere con un tasso che sfiora le tre cifre. A livello aziendale ci auspichiamo di consolidare ancora la struttura grazie anche all’allargamento della compagine sociale con nuovi soci. 

Lavorando con tecnologie innovative come Blockchain e Realtà Aumentata, e collaborando con le università, grazie al nostro programma di Academy che coinvolge gli studenti in progetti di tesi, puntiamo anche a colmare il gap che esiste tra lo studio di nuove tecnologie in ambito universitario e le skill richieste dal mondo del lavoro. Ci piacerebbe sicuramente continuare a lavorare su progetti di ricerca e sviluppo per grandi aziende. 

Dilium: il teamL’esperienza è una grande maestra. Raccontateci un errore da evitare quando si apre una startup come la vostra, sulla base di ciò che avete imparato e di quello che non ha funzionato per voi. 

Pronti, partenza, via! È questo secondo noi l’errore più comune e da evitare. Per esperienza, è meglio investire più tempo nelle fasi iniziali di progettazione e definizione delle attività della startup, prima di iniziare a lavorare. Questo è stato un ostacolo che siamo riusciti a superare grazie a un percorso di business coach continuo e iterativo che ci ha portati a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissi, con consapevolezza e realismo.

Date ai lettori un consiglio per aumentare la visibilità online sulla base di ciò che ha funzionato per voi. 

Consigliamo di essere sempre aggiornati sulle innovazioni e sulle tendenze del momento, perché il mondo del digital è sempre in costante ridefinizione. Ogni strategia, però, non può prescindere da contenuti di qualità e dalla conoscenza del proprio target e del proprio mercato. Individuate delle parole chiave e quindi un dominio unico, perché la propria identità online si basa su qualcosa di univoco. 

La parola dilium è nata proprio dopo tante ore di lavoro passate a scrivere righe di codice: tra i vari suoni che risuonavano nella stanza, ce n’era uno in particolare che ci piaceva ed era proprio dilium. Nei giorni successivi abbiamo fatto ricerche per capire se il nome fosse disponibile e successivamente lo abbiamo subito registrato al registro delle imprese come Dilium srl.

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Chiara è una Web Content Specialist laureata in comunicazione digitale. Da 7 anni lavora nel mondo digital come content strategist e copywriter. Le piace scrivere, ha una passione per il dinamico mondo della comunicazione online, il rock e la pizza.