EatsReady: la startup digital che crea valore in modo equo e sostenibile

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Un'app che si è fatta strada

EatsReady è una startup innovativa milanese nata con l’obiettivo di diventare il primo emettitore di buoni pasto che crea valore in maniera equa e sostenibile per aziende, dipendenti ed esercenti. Nata nel 2017 come un servizio completamente digitale, in pochi anni questa realtà è riuscita a crescere in un settore competitivo e ha superato con successo anche le difficoltà emerse con il lockdown.

Abbiamo chiesto a Nicola Faedi, CEO di EatsReady, di raccontarci com’è nata questa startup e come essa utilizza gli strumenti digitali per farsi conoscere da nuovi clienti. Nicola ha dato anche alcuni suggerimenti utili per aumentare la visibilità online di un’impresa. 

Cos’è EatsReady? Qual è la sua storia e quella della vostra startup?

EatsReady: Nicola Faedi, CEO
Nicola Faedi, CEO di EatsReady

EatsReady nasce nel 2017 con l’ambizione di digitalizzare ordini da asporto e pagamenti tramite una piattaforma che mette in contatto i consumatori finali con gli esercenti del settore della ristorazione e della GDO.
Fin dall’inizio uno dei target principali per noi era quello dei lavoratori, dei dipendenti aziendali, con una proposta che andava a migliorare la loro pausa pranzo introducendo nuove possibilità di fruizione e ottimizzando aspetti legati all’ordinazione e al pagamento. 

Nel 2018, dopo uno studio attento del mercato e aver presentato un interpello all’agenzia delle entrate abbiamo lanciato il primo buono pasto digitale in Italia, diventando ufficialmente la prima startup emettitrice sul mercato.
Abbiamo unito quindi la tecnologia alla base degli strumenti sviluppati con una proposta innovativa da presentare alle aziende così da smarcarci dalle offerte già presenti nel settore veicolate dai competitor.

Quali sono i tuoi consigli per aprire una startup innovativa come la vostra? Cosa serve, sia a livello pratico che “personale”? 

Sicuramente ancor prima di aprire la società uno degli aspetti fondamentali penso sia quello di mettere in discussione la propria idea, il proprio progetto, così da anticipare il più possibile eventuali problematiche e temi da considerare.
A questo proposito un aspetto rilevante riguarda lo studio del settore di riferimento e delle relative dinamiche. Non solo il contesto nazionale, ma anche estero. Spesso e volentieri ci sono realtà che stanno già portando avanti progetti simili ai tuoi in altri paesi e studiare come si sono mossi e magari rimodellare alcuni aspetti che hanno incluso nella loro proposta può fare la differenza. 

Non è sempre necessario inventare qualcosa di nuovo, fare startup significa anche riprendere qualcosa di già esistente in una chiave diversa, possibilmente migliore.

Un’altro punto fondamentale da tenere a mente è che fare impresa, ma ancor di più sviluppare una startup è un lavoro durissimo, specialmente in Italia. È necessario mettere subito in conto che ci saranno difficoltà e periodi in cui stringere i denti, finché il progetto non inizIerà a funzionare.
A tal proposito, un’esperienza in un’altra startup potrebbe essere molto utile per capire alcune dinamiche da portare poi sulla propria società.

EatsReady: homepage sitoGli strumenti digital come il sito web, hanno aiutato EatsReady a crescere e a farsi conoscere dal pubblico? 

Assolutamente, fin dall’inizio abbiamo concentrato la maggior parte dei nostri sforzi sull’online. Crediamo sia la scelta migliore, sia in considerazione del nostro business ma anche del budget a disposizione.
Abbiamo avuto infatti la possibilità di raggiungere una platea più ampia e conoscere così meglio il nostro target di riferimento, adattando così i nostri messaggi sulla base dei feedback ricevuti.

Rispetto a questo, in piena pandemia abbiamo avuto la possibilità di rivedere tanti aspetti della nostra strategia e uno dei temi affrontati ha riguardato la nostra presenza online, con il lancio del nuovo sito web proprio ad aprile 2020.
Quest’ultimo è senza ombra di dubbio un canale di primaria importanza per farsi conoscere e iniziare una conversazione con nuovi interlocutori, siano essi potenziali aziende clienti, nuovi partner o semplicemente professionisti richiedenti info.
Continueremo perciò in un processo di ottimizzazione continuo, che riguarderà sia la tipologia di contenuti pubblicati, che nuove modalità di fruizione.

Quali impatti ha avuto la diffusione del Coronavirus sulla vostra attività e come avete superato eventuali difficoltà? 

Inizialmente abbiamo riscontrato un forte impatto sulle nostre performance e in generale il 2020 è stato un anno sicuramente complesso, terminato però con un trend positivo che tuttora vediamo mantenersi mese su mese. A giugno di quest’anno abbiamo registrato il nostro record di fatturato e siamo molto soddisfatti dei numeri raggiunti.
Quello che ha determinato maggiormente le difficoltà riscontrate inizialmente è stato il fatto che ha colto tutti impreparati, con un ricorso massivo allo smart working e difficoltà generali legate all’amministrazione di questa modalità di lavoro, anche rispetto alle gestione dei benefit erogati ai dipendenti.

EatsReady: appLavorando con il settore della ristorazione le restrizioni che hanno coinvolto le attività non sono state sicuramente d’aiuto.
Da questo punto di vista devo dire che però siamo stati molto contenti di essere stati di supporto a tutti i ristoranti e locali partner, sia attraverso i servizi da asporto offerti, che tramite il lancio di una nuova funzionalità per il delivery, mettendo di fatto in contatto gli esercenti del nostro network con i dipendenti delle aziende clienti.
Attraverso alcune startup partner abbiamo inoltre creato una proposta che ha consentito ai dipendenti beneficiari dei nostri buoni pasto di acquistare gift card da poter utilizzare al rientro in ufficio, di fatto anticipando liquidità agli esercenti coinvolti nel progetto.

Come vi differenziate da  altri player del vostro mercato? Quali sono gli elementi principali che descrivono la vostra proposta.

Strumenti 100% digitali, semplicità di fruizione e servizi premium verso gli utilizzatori finali. Questi sono i nostri tre elementi chiave che ci differenziano dai nostri concorrenti.
Un altro elemento per noi fondamentale e che vediamo essere apprezzato sempre di più dalle aziende è il nostro impegno concreto a rendere la proposta che veicoliamo sostenibile ed etica anche nei confronti dei piccoli medi esercenti.

Qual è stata un’esperienza del percorso imprenditoriale che ricordi con soddisfazione? 

Ci son stati tanti momenti che ricordiamo con soddisfazione in questi 4 anni di EatsReady e alcuni coincidono con difficoltà che abbiamo superato con il supporto di tutto il team. Sicuramente, almeno a livello personale, uno dei momenti che ricordo con più soddisfazione riguarda il primo ordine che abbiamo ricevuto.

EatsReady: utilizzo buono pastoAvevamo appena lanciato l’App sul mercato e attivato i primi ristoranti convenzionati, così non aspettavamo altro che i primi utilizzatori. Il primo ordine fu effettuato da uno studente universitario che ordinò un caffè americano da un punto vendita Arnold Coffee vicino al suo campus. Ecco, quando vedi ciò su cui hai lavorato per mesi che viene effettivamente utilizzato da qualcuno e funziona nel migliore dei modi è veramente emozionante, ti ripaga di tutte le fatiche portate avanti.
Per aggiungerne un altro, più recente, un altro momento per noi importante ha riguardato il lancio ufficiale di Esselunga come partner. Si tratta di una collaborazione sulla quale abbiamo lavorato per mesi.

C’è stato un momento di svolta per la vostra attività? Qualcosa che vi ha dato quello “slancio in più” per superare eventuali difficoltà? 

Beh sicuramente uno dei momenti più importanti della storia recente di EatsReady è stato il parere favorevole dell’agenzia delle entrate nei confronti della nostra richiesta di diventare emettitori di buoni pasto. Non era assolutamente qualcosa di scontato, in un mercato dominato da multinazionali, eravamo (e siamo tutt’ora) la prima startup entrante in questo settore, e oltretutto con una soluzione completamente nuova, il buono pasto digitale via App.
Oggi piccole-medie imprese ma anche Spa di carattere nazionale e non hanno scelto le nostre soluzioni a discapito di quelle offerte da competitor ben più strutturati di noi. Questo rappresenta per noi un forte incentivo ad andare avanti e migliorarci, sviluppare sempre più la nostra proposta e continuare a creare valore in maniera etica e sostenibile.

Avete un sogno per la vostra attività, uno o più obiettivi che vorreste raggiungere? 

EatsReady: app checkoutIl nostro sogno è sempre uno, quello di portare EatsReady quanto più lontano possibile, consolidarci in un mercato di giganti e farlo mantenendo i nostri valori e la nostra visione di partenza, senza snaturarci.
A tal fine, oggi stiamo lavorando in maniera intensa sulla rete di accettazione dei benefit che offriamo ma anche su una serie di partnership e progetti che vedono sinergie di primo livello con altre startup e organizzazioni con cui condividiamo la voglia di crescere e portare innovazione nei rispettivi settori.

L’esperienza è una grande maestra. Raccontaci un errore da evitare quando si apre una startup come la vostra, sulla base di ciò che avete imparato e di quello che non ha funzionato per voi. 

Un errore che si può fare e che è comune anche in una startup è quello di perdere l’allineamento tra i dei decision maker dell’azienda. È fondamentale mirare tutti nella stessa direzione perché è ciò che ti consente di essere rapido ed efficace nel prendere decisioni, anche difficili. Essere veloci credo sia forse uno degli elementi principali che va a costituire il vantaggio competitivo di una startup verso aziende più strutturate. Non sfruttare questo gap è inaccettabile, perché rinunci a qualcosa che ti appartiene per natura.

Dai ai lettori un consiglio per aumentare la visibilità online sulla base di ciò che ha funzionato per voi. 

Dal nostro punto di vista bisogna incominciare ad investire sull’organico, condividendo contenuti di reale interesse per l’utente. In questo modo costruisci la tua identità e puoi successivamente iniziare ad investire su strumenti paid che vanno a capitalizzare il lavoro fatto prima.
Altrimenti il rischio è quello di bruciare cassa inutilmente. Puoi colpire il target in maniera efficace ma poi viene sui tuoi canali e non capisce chi sei, cosa gli vuoi trasmettere.
EatsReady: portale webAggiungerei che data la mancanza di un budget che ti consente di essere dappertutto, un altro consiglio che mi sento di dare è quello di focalizzarsi sui canali che riguardano più da vicino l’interlocutore che vuoi incontrare e differenziare i messaggi per i canali secondari che si intende presidiare, sia nei contenuti che nella forma.

Perché avete scelto di utilizzare gli strumenti di GoDaddy?

GoDaddy ha rappresentato per noi una prima scelta, sia per motivi di natura tecnica che rispetto ai servizi offerti. Sottolineo tra tutti la velocità di caricamento che avevamo avuto modo di testare ma anche la facilità d’uso in fase di configurazione iniziale.
Inoltre, aspetto che evidenzio, è stato il grande supporto ricevuto. Avevamo alcuni temi da chiarire con il team di customer service e l’assistenza ricevuta è stata puntuale e precisa. Sembra un aspetto secondario alle volte, ma credo che molto spesso (e ciò vale anche per le mie scelte personali), un buon servizio clienti, fa davvero la differenza.

Chiara è una Web Content Specialist laureata in comunicazione digitale. Da 7 anni lavora nel mondo digital come content strategist e copywriter. Le piace scrivere, ha una passione per il dinamico mondo della comunicazione online, il rock e la pizza.