Il digitale come punto di svolta per un ristorante: la storia di Garibaldi dal 1970

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Uno strumento per restare aperti in tempi difficili

Garibaldi dal 1970 è un ristorante di cucina tradizionale romana nato alle porte di Roma ben quarant’anni fa grazie alla passione per la cucina di Alessandro Micheli, detto “Garibaldi”. Con il passare degli anni, il ristorante è stato gestito dalle nuove generazioni e ha saputo ampliare la sua clientela stando al passo con i tempi. Oggi, in questo periodo difficile dettato dalla diffusione del coronavirus e dalla conseguente chiusura di tutti i ristoranti, Garibaldi dal 1970 ha saputo affrontare le difficoltà adattandosi alla nuova situazione grazie al digitale, continuando così a “tenere le porte aperte” anche se i clienti non possono andare fisicamente a sedersi ai suoi tavoli. 

Filippo Micheli ci ha raccontato qual è stato il punto di partenza di questo ristorante e, soprattutto, come il digitale ha fornito un punto di svolta per continuare a portare i propri piatti sulla tavola dei clienti

Qual è stato il punto di partenza di Garibaldi dal 1970?

Nel 1970 Alessandro Micheli, detto Garibaldi, ha aperto questa piccola osteria fuori Roma. Inizialmente il ristorante era un punto di ritrovo per gli autotrasportatori che arrivavano da fuori Roma. Il ristorante si chiama Garibaldi perché ha preso il soprannome del suo fondatore, lui stesso camionista prima di aprire questa attività. Garibaldi dal 1970: piatti

Nel corso degli anni l’osteria ha mutato la sua forma e i suoi contenuti cercando di mantenere sempre la filosofia della cucina tradizionale romana. Si è spostata in una vecchia fattoria a Roma Nord, nella campagna tiberina, e ha cominciato a richiamare più clienti provenienti dalla città, quindi ha cambiato alcune forme e alcuni contenuti.

Dal 1970 ad oggi il ristorante è passato nelle mani di ben tre generazioni.

Come utilizzate il digitale e in che modo vi sta aiutando durante l’emergenza COVID-19?

Negli anni la clientela, le sue richieste ed esigenze sono cambiate, e anche il modo di arrivare a conoscere un ristorante non è più soltanto un semplice passaparola da un cliente all’altro. Un ristorante ha bisogno di un’immagine per promuoversi e il digitale, da questo punto di vista, ci offre un biglietto da visita immediato, semplice, chiaro e fornisce un accesso veloce a una clientela più ampia rispetto ad una volta, quando il digitale non era presente nelle nostre case ed era tutto basato sull’esperienza del cliente. Oggi, invece, abbiamo la possibilità di presentarci anche a chi non è ancora venuto a mangiare da noi attraverso il sito web, i social e il digitale che ci permette di raccontarci anche a chi non ci ha ancora fatto visita.

In particolare, in questo periodo di emergenza per la pandemia da COVID-19 il digitale ha incrementato ancora di più la possibilità da parte nostra di arrivare nelle case delle persone, che in questo momento non possono uscire di casa, e quindi cerchiamo di tenerci collegati con i nostri clienti proprio attraverso i canali digitali. 

Riguardo a questo momento difficile, quali sono stati gli ostacoli che avete incontrato e quali sono stati i punti di svolta?

Garibaldi dal 1970: viniAll’inizio questa situazione ci ha imposto di chiudere totalmente il ristorante, e inizialmente il digitale non ha avuto una funzione importante perché noi non avevamo mai fatto delivery e cucina da asporto prima di questa emergenza.

In un secondo momento abbiamo iniziato a riflettere sul fatto che il digitale poteva davvero essere il punto di svolta fondamentale di questa situazione visto che, se il cliente in questo momento non può venire da noi, noi possiamo offrire un servizio anche socialmente utile andando dal cliente. Senza il digitale questo non sarebbe possibile. 

Abbiamo quindi iniziato ad organizzarci per effettuare delivery utilizzando il sito web, la parte social, WhatsApp e tutte le modalità che prima noi non utilizzavamo per servire le persone. Questo per noi è stato il punto di svolta.
Inizialmente abbiamo aderito a questa iniziativa di portare la nostra cucina nelle case semplicemente perché ci era stato richiesto da alcuni clienti storici del ristorante, ma quando poi ci siamo resi conto che questa cosa iniziava a spargersi di casa in casa attraverso informazioni che i clienti si scambiavano tra di loro, ad esempio tramite WhatsApp, abbiamo capito che il digitale era l’unico modo per lavorare in questo momento. Da lì è partita tutta la nuova impostazione del nostro servizio, basata su tecnologie che prima non sfruttavamo. Il digitale è stato fondamentale perché ci siamo dovuti reinventare da zero. 

Alla luce di questo nuovo processo, quale consiglio dareste ad altri ristoranti che vogliono intraprendere la strada del digitale e del delivery? 

In questo momento il consiglio che darei a tutti coloro che fino a poco tempo fa lavoravano con la classica ristorazione di una volta, quindi senza l’utilizzo di nessuno strumento digitale, è che il mercato in questo momento ci impone di reinventarci completamente. Non è una cosa che possiamo scegliere di fare o no, perché l’alternativa è restare chiusi e totalmente fermi. Il consiglio che io do è quello di cercare di capire che cosa richiede in questo momento il mercato e cosa possiamo offrire oggi al cliente che non possiamo accogliere nel nostro ristorante. Questo richiede naturalmente una digitalizzazione perché altrimenti tutto ciò non sarebbe possibile. 

Garibaldi dal 1970 focolareUna volta il nostro lavoro era fatto di sorrisi, di “coccole” e di persone, ma in questo momento questo aspetto della ristorazione purtroppo è messo totalmente da parte. Secondo me dobbiamo tutti cercare di reinventarci, di capire che le cose sono cambiate e che il digitale è un ottimo strumento per arrivare nelle case delle persone, e sono tutte molto felici di questo perché c’è chi vive da solo, chi ha paura di andare a fare la spesa, o che semplicemente sta perdendo tutte quelle “coccole” che riceveva andando a mangiare in un ristorante dopo una giornata di lavoro. Devo dire che da questo punto di vista l’operazione sta avendo un grande successo. 

Bisogna comprendere che i tempi sono cambiati e che dobbiamo adattarci il più possibile con il digitale perché è l’unico mezzo. L’errore è non adattarsi.

Quindi quello del digitale è un aspetto che continuerete a curare anche in futuro?

Assolutamente sì perché il mercato lo richiede, è un metodo molto semplice e immediato, quindi la parte digitale ci permette di essere veloci, chiari e di facilitare il processo anche per il cliente. In futuro investiremo nell’inserimento di una parte di eCommerce sul sito (in questo momento non è disponibile) per dare la possibilità alle persone di ordinare i nostri piatti con un clic.

Perché avete scelto GoDaddy per il vostro sito?

Ce lo ha consigliato la persona che si occupa di curare questo aspetto e noi non abbiamo mai avuto problemi.