Miccone: una giovane impresa che unisce tradizione e digital

Prodotti menzionati
La riscoperta di una tradizione antica

“Un’esperienza pavese avvolta in un’unica fetta di pane” si legge sul sito web di Miccone, piccola attività in espansione che ha preso il nome dall’omonimo pane tipico della provincia di Pavia. E a pensarci bene potremmo dire che proprio in questa frase sono racchiusi i “motori” di questa impresa: il forte legame col territorio e l’amore per la tradizione culinaria pavese.
Dall’apertura del primo negozio ad oggi, Giuseppe e Giulio Dabbene, le due menti dietro a Miccone, hanno saputo creare un brand e sfruttare al meglio gli strumenti digitali per promuoverlo e farlo conoscere. 

Abbiamo chiesto loro di raccontarci la storia di questa attività e di dare qualche consiglio a chi sta muovendo i primi passi nel settore food. 

Fondatori di Miccone
Giulio e Giuseppe Dabbene

Di che cosa si occupa Miccone? Qual è la sua storia e la sua filosofia? 

Miccone vuole essere il brand che rappresenta il food pavese nel mondo. Creiamo panini utilizzando solo ed esclusivamente il Miccone (pane tipico della provincia di Pavia) che farciamo per il 99% con ingredienti local. Per la parte restante utilizziamo ingredienti non della zona, ma sempre in fusion con ingredienti locali. Abbiamo solo vini e birre dell’Oltrepò Pavese, dolci pavesi (i brasadè e le offelle di Parona), ma proponiamo anche la famosa Torta di Miccone e, da poco, il Gelato al Miccone. 

Miccone nasce nel 2014 grazie alla riscoperta di una tradizione antica che risale agli anni ‘60. Un famoso locale di Pavia situato in Borgo Ticino, “Il bar Dado” è stato uno dei primi a creare i panini col Miccone: panini che hanno fatto sognare una generazione.

Noi abbiamo deciso di ammodernare quella tradizione, con una missione: sostenere i piccoli produttori pavesi. Inoltre, seguiamo la filosofia delle nostre nonne del “non buttare via niente”, infatti la Torta di Miccone, la Birra al Miccone e il Gelato al Miccone vengono prodotti utilizzando il pane invenduto.
Siamo anche il primo locale di Pavia plastic-free: per l’acqua utilizziamo le lattine invece delle bottigliette, ad esempio.

Cosa serve, sia a livello pratico che “personale”, per aprire un ristorante come il vostro? 

Il team è fondamentale per la realizzazione di un nuovo punto vendita. Fortunatamente, essendo il nostro un format, le “linee guida” sono già definite e quindi la realizzazione del locale diventa più facile. Più difficile è la selezione del personale e l’individuazione della location.

Miccone Pavia: paninoGli strumenti digital come il sito web, hanno aiutato la vostra attività a crescere e a farsi conoscere dal pubblico? 

Certo! Dal primo giorno del 2014 abbiamo attivato Facebook e aperto il sito internet. Questo ci ha aiutati a farci conoscere online.
Abbiamo cercato anche di coinvolgere online i nostri fan con numerose iniziative. Ciò ha portato alla creazione spontanea di molti contenuti e fatto sentire un pò tutti parte della community. Inoltre, la nostra box “A CÀ TUA” ha fatto conoscere e portato in giro per l’Italia e qualche Paese europeo i prodotti pavesi, aiutando i piccoli produttori locali in un periodo molto difficile. 

Il sito internet, poi, è stato super essenziale per poter gestire le prenotazioni e gestire il nostro delivery. Senza di esso in questo periodo non avremmo fatturato niente. Inoltre è uno strumento essenziale per far conoscere il nostro menù e brand a chi viene a Pavia per la prima volta e vuole provare qualcosa di autentico e innovativo.

Quali impatti ha avuto la diffusione del Coronavirus sulla vostra attività e come avete superato eventuali difficoltà?  

Sinceramente, ha avuto un forte impatto. Abbiamo dovuto chiudere, come tutti d’altronde, ma non ci siamo arresi ed abbiamo investito sul digital creando il nostro sistema di delivery interno, mentre per Natale abbiamo creato le box Miccone “A CÀ TUA”, con all’interno tutti i prodotti del pavese.

La strada per aprire un’attività di successo può essere lunga. Da cosa è partito tutto e cosa vi ha ispirato? Cos’è che vi ha fatto decidere di mettervi in gioco e di intraprendere questo percorso?  

Miccone Pavia: il localeCi ha ispirato la voglia di cambiare gli schemi e la curiosità per la storia di Pavia e i suoi prodotti. Sinceramente abbiamo una passione tale per quello che facciamo che non ci ha portato a prendere una vera e propria decisione, è stata più che altro una cosa molto naturale. Abbiamo pian piano costruito pezzo per pezzo il percorso. La cosa bella è che questa fase continua tuttora. Vediamo dove ci porterà. L’importante per noi è che la “costruzione” sia fatta con passione, onestà e che cambi un pochino il mondo.

Qual è stata un’esperienza del percorso imprenditoriale che ricordate con soddisfazione? 

Sicuramente l’aver portato a Londra il Miccone è stata una soddisfazione, ma soprattutto il costante affetto dei nostri clienti che si congratulano costantemente per la bontà dei nostri prodotti: non ha prezzo! 

C’è stato un momento di svolta per la vostra attività? Qualcosa che vi ha dato quello “slancio in più” per superare eventuali difficoltà? 

La svolta c’è stata nel 2015 quando abbiamo capito due cose: la prima è che non volevamo piacere a tutti, ma solo a chi capiva la nostra missione e prodotti (i nostri fan che chiamiamo micconcini) e la seconda è quando abbiamo settato il format con delle regole e delle procedure, da come si crea un Miccone a come si chiude la cassa la sera. Tutto impostato e con la possibilità di essere eseguito da chiunque con un minimo di formazione. 

Lo slancio, inoltre, è stato il cambiamento del menù: da un’offerta con tanti panini a pochi, ma di altissima qualità, ben comunicati e più profittevoli sotto l’aspetto della marginalità.

Miccone Pavia: preparazione di un paninoAvete un sogno per la vostra attività, uno o più obiettivi che vorreste raggiungere? 

Il nostro sogno è aprire una serie di punti vendita in provincia di Pavia, nelle maggiori città e successivamente creare il nostro centro di produzione nelle campagne pavesi. Ciliegina sulla torta? Aprire all’estero. 

L’esperienza è una grande maestra. Raccontateci un errore da evitare quando si apre un’attività come la vostra, sulla base di ciò che avete imparato e di quello che non ha funzionato per voi. 

È importante valutare ogni possibile imprevisto e avere un polmone di liquidità in più per ogni evenienza. Inoltre, prima di fare l’investimento fisico, inizieremmo dal formare community sui social e dal creare il brand online per poi aprire successivamente il negozio. Infine, è fondamentale circondarsi dei migliori collaboratori, sia dal punto di vista della realizzazione del progetto, sia dello staff all’interno del punto vendita, quindi fate attenzione alla selezione!

Date ai lettori un consiglio per aumentare la visibilità online sulla base di ciò che ha funzionato per voi. 

Sicuramente creare contenuti utili per i propri fan è fondamentale e generare empatia con chi segue il brand lo è altrettanto. 

Essere autentici e veri è la cosa migliore secondo noi. Non servono grossi investimenti inizialmente, ma avere “qualcosa” da dire coerente al brand e avere una missione chiara. 

Panini Miccone PaviaPer noi, da sette anni a questa parte ha funzionato essere un brand di nicchia. Abbiamo scelto di essere verticali su un prodotto e finora ha funzionato. La nostra filosofia è fare poche “cose” ma farle al top ed essere i migliori a farlo.

Perché avete scelto di utilizzare gli strumenti di GoDaddy?

GoDaddy ci è piaciuto subito per la facilità di utilizzo e la semplicità di acquisto, ad esempio, del dominio.
Inoltre, nel 2014 era uno dei primi a fornire una serie di servizi in merito.

Chiara è una Web Content Specialist laureata in comunicazione digitale. Da 7 anni lavora nel mondo digital come content strategist e copywriter. Le piace scrivere, ha una passione per il dinamico mondo della comunicazione online, il rock e la pizza.