Together: uno spazio cross-ispirazionale tra online e offline

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Inspirational Coliving

Uno spazio abitativo cross-ispirazionale in cui partecipare ad eventi e attività entrando in contatto con persone provenienti da tutto il mondo, ma anche un luogo di condivisione di conoscenze in cui trovare ispirazione e vivere in modo più sostenibile e partecipativo. Questa, in poche parole, è Together, un’attività no-profit nata nel 2013 nel cuore di Roma. Abbiamo incontrato Ernesto Cinquenove, ideatore del progetto, che ci ha raccontato cosa lo ha portato ad aprire Together, da cosa è iniziato tutto e in che modo gli strumenti digitali hanno fatto crescere questa attività e la sua community.

Di che cosa si occupa Together? Qual è la sua storia e la sua filosofia? 

Together Roma: i sociTogether è uno spazio abitativo. Un contenitore. Una casa di tutti in cui la community locale incontra quella globale dando vita a un network internazionale di individui che operano nei campi più disparati tra cui quelli dell’arte, innovazione, internet e comunicazione, la cui collaborazione mira a generare progetti di impatto sociale, economico e culturale.
Attraverso la piattaforma online, chiunque può proporre e organizzare eventi e attività con l’obiettivo di diffondere ispirazione, trasmettere conoscenze ed entusiasmo e favorire il flusso di serendipity, nel modo più informale possibile. Dentro una casa.

Tutto è iniziato il 15 novembre 2013 quando, di ritorno da un’esperienza a San Francisco, ho fatto il mio ingresso nell’interno 8 di Viale Glorioso 14, nel cuore di Trastevere a Roma. Nei 15 giorni successivi più di 70 persone si sono presentate per dare il proprio contributo. Insieme hanno costruito componenti di arredo, donato materiali e utensili per la casa, imbiancato pareti e addirittura posato il parquet. Il 1° Dicembre 2013 è nato Together, il primo “Inspirational Coliving”.

Quali sono i tuoi consigli per aprire un’attività no-profit come questa? Cosa serve, sia a livello pratico che “personale”? 

A livello pratico serve ben poco. Una realtà associativa è molto più semplice da mettere in piedi rispetto a una società di capitali. Ovviamente per il no-profit ci vuole un obiettivo che sia tale e tanta voglia di sporcarsi le mani per una causa più nobile del semplice portare a casa lo stipendio (visto che in molti casi non c’è).

Together Roma: ambiente corridoioGli strumenti digital come il sito web, hanno aiutato Together a crescere e a farsi conoscere dal pubblico? 

Il sito web nel nostro caso ha sempre rivestito un ruolo fondamentale. Non solo informativo. Il sito è la finestra virtuale per accedere alla casa, proporre attività e gestirne la riuscita, prima di entrarvi fisicamente.

Quali impatti ha avuto la diffusione del Coronavirus sulla vostra attività e come avete superato eventuali difficoltà? 

Un progetto che si chiama “Together” nell’era del distanziamento sociale è il nemico pubblico. Together nasce per stimolare la nascita di “assembramenti” creativi in ambienti domestici. Follia pura durante una pandemia! Siamo una realtà non-profit il cui modello economico ottiene sostenibilità grazie alle continue attività e grazie alla mole di persone che, passando da Roma, utilizzano gli spazi di Together per vivere temporaneamente. Senza attività e senza residenti temporanei, nell’ultimo anno e mezzo ci sono rimasti soltanto un affitto oneroso e i costi fissi di un appartamento che nessuno di noi si potrebbe permettere individualmente, oltre alla manutenzione, le tasse, i servizi, commercialisti, legali, assicurazioni ecc… 

Finora siamo riusciti a sopravvivere grazie a un accordo temporaneo in continua negoziazione con la proprietà dell’appartamento e grazie al sostegno della community che ci ha aiutato contribuendo alla campagna di crowdfunding. Inoltre abbiamo riempito le stanze per i residenti occasionali con residenti a lungo termine che hanno contribuito a pagare l’affitto e le spese.

Together Roma: libriLa strada per aprire un’attività di successo può essere lunga. Da cosa è partito tutto e cosa ti ha ispirato? Cosa ti ha fatto decidere di metterti in gioco e di intraprendere questo percorso? 

L’idea dietro Together nasce da una combinazione di esperienze vissute da me.
l’evoluzione di un progetto sul quale ho lavorato per i 4 anni precedenti alla nascita di Together. Si chiamava MeetingLife. Cose mai fatte con gente mai vista. Una piattaforma web (sempre su GoDaddy) per connettere persone che vogliono offrire/vivere esperienze. Un progetto tanto unico e innovativo al tempo (nasceva nel 2009), quanto difficile da spiegare. Anni dopo è riassumibile in quello che Airbnb sta facendo con la piattaforma “Experiences”. Meetinglife era pensato per funzionare a livello globale attraverso il web, Together ridimensiona tutto a livello prima domestico, poi di network.
Per quel progetto di startup sono finito a San Francisco dove ho avuto modo di partecipare ad altri progetti di Culture Hacking come Freespace e alla vita di Embassy House, una community House che con Together condivide tuttora i valori che ne hanno ispirato la nascita. 

Qual è stata un’esperienza del percorso imprenditoriale che ricordi con soddisfazione? 

Ce ne sono tante. La prima che mi viene in mente è la nascita di una seconda casa. Dopo il successo della prima, infatti, abbiamo pensato che sarebbe stato bello avere più spazi all’aperto, oltre al nostro piccolissimo quanto accogliente balconcino. Siamo riusciti ad estendere il progetto all’interno di un secondo appartamento. Il Together Garden. Purtroppo, dopo 6 anni, siamo stati costretti a lasciarlo per via di problemi principalmente legati alla crisi Covid-19.
La possibilità di espandersi è sicuramente una bella esperienza nella vita di ogni progetto.

Together Roma: la cucinaC’è stato un momento di svolta per la vostra attività? Qualcosa che vi ha dato quello “slancio in più” per superare eventuali difficoltà? 

I momenti di svolta per noi ci sono ogni volta in cui qualcuno decide di prendere parte al progetto e collaborare. Ogni nuovo collaboratore ha la possibilità di aprirci a un mondo di nuove opportunità. 

Avete un sogno per la vostra attività, uno o più obiettivi che vorreste raggiungere? 

Si e ci stiamo lavorando da un po’. La pandemia ci ha senza dubbio rallentato. L’idea sarebbe quella di mettere le mani su un vecchio Hotel e trasformarlo in una mega casa Together. Un immobile che ci permetta a livello legale di ampliare lo spettro delle possibilità, rendendo il progetto ancora più sostenibile e, magari, diventare anche un vero e proprio lavoro per qualcuno.

L’esperienza è una grande maestra. Raccontaci un errore da evitare quando si apre un’attività come la vostra, sulla base di ciò che avete imparato e di quello che non ha funzionato per voi. 

L’errore che, almeno personalmente, continuo a ripetere in ogni progetto in cui mi butto è legato alla scelta dei partner. È un errore difficilmente evitabile però. Per quanto possibile, sarebbe opportuno scegliere dei partner che abbiano una visione molto vicina alla nostra e che siano disposti quanto noi a lavorare per raggiungerla. Le differenze sono belle fino a quando utili a colmare le reciproche lacune, ma possono anche diventare un problema.

Together Roma: opereDai ai lettori un consiglio per aumentare la visibilità online sulla base di ciò che ha funzionato per voi. 

Il consiglio è quello di creare una rete di connessioni “realie lavorare continuamente per allargarla. Nel nostro caso le connessioni create online si consolidano dal vivo. Questo permette a un numero sempre maggiore di persone di sentirsi vicine al progetto al punto di raccontarlo. Anche online. 

Perché avete scelto di utilizzare gli strumenti di GoDaddy?

Lavoro nel web da anni e quando si parla di un certo tipo di servizi online GoDaddy è spesso il primo nome che viene in mente. Nel tempo, posso dirmi soddisfatto e non ho mai avuto motivo di rivolgermi a qualcun altro.

Chiara è una Web Content Specialist laureata in comunicazione digitale. Da 7 anni lavora nel mondo digital come content strategist e copywriter. Le piace scrivere, ha una passione per il dinamico mondo della comunicazione online, il rock e la pizza.