We Make: uno spazio d’esposizione e di incontro per artigiani

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Un luogo dedicato alla creatività

We Make è un’associazione culturale nata nel 2016 nel cuore di Roma da un’idea di tre donne – Licia, Sara e Gaia – con la passione per l’arte e l’artigianato e con la voglia di creare uno spazio in cui artigiani e artisti potessero esporre i propri lavori. Oggi, We Make è gestito da Licia Longo e Sabrina Borelli e continua ad essere uno spazio contenitore in cui è possibile acquistare opere originali. Ma We Make non è solo questo: è anche un luogo di incontro che ha saputo sfruttare il digitale come strumento per rimanere in contatto con le persone e i clienti anche quando le sue porte hanno dovuto rimanere chiuse per le misure di contenimento contro il Covid-19. 

Abbiamo chiesto a Licia e Sabrina di raccontarci la storia di We Make e di dare qualche consiglio ai piccoli imprenditori che vogliono utilizzare gli strumenti digital per continuare ad essere visibili.

Licia Longo di We Make
Licia Longo di We Make

Di che cosa si occupa We Make e qual è la sua storia? 

We Make è uno spazio contenitore di idee. Nasce più di quattro anni fa dall’idea di Licia (fashion designer), Sara (orafa) e Gaia (ceramista), di voler creare una sede fissa dove artigiani, artisti ed illustratori, a rotazione, potessero esporre e vendere le loro creazioni. Dopo meno di un anno Gaia ha abbandonato il progetto e si sono unite, invece, Elisa e Sabrina (entrambe specialiste nei prodotti in carta).
Il punto di forza dell’attività sta proprio nel fatto che essa è gestita e coordinata da persone esse stesse artigiane, in grado, quindi, di comprendere esigenze, problematiche e necessità di chi ha fatto, dell’artigianato, un lavoro a tempo pieno.
Dopo quattro anni nella bella sede a ridosso della Basilica di San Giovanni, Licia e Sabrina hanno preso le redini dell’attività, che si è spostata in una nuova sede vicino Piazza Re di Roma. Uno spazio più caldo, dove i prodotti si amalgamano tra di loro, in una esposizione omogenea ma variegata al tempo stesso.

Cosa serve, sia a livello pratico che “personale”, per aprire uno spazio contenitore come il vostro? 

Serve tanta passione, determinazione e tenacia. Soprattutto in tempi come questi, non è facile portare avanti una attività commerciale, soprattutto quando si tratta di beni superflui. Ma noi contiamo sulla esclusività dei nostri prodotti e, soprattutto, sul senso di benessere che nasce dall’acquistare un prodotto artigianale.

Gli strumenti digital come il sito web, hanno aiutato la vostra attività a crescere e a farsi conoscere? 

Sabrina Borelli di We Make
Sabrina Borelli

Tantissimo. Se non ci fossero i social probabilmente non saremmo dove siamo e non ci sarebbe il nostro pubblico, che ci segue da tutta Italia.

Quali impatti ha avuto la diffusione del Coronavirus sulla vostra attività e come avete superato eventuali difficoltà?  

All’inizio tutto si è fermato. Quasi tutti i nostri espositori non hanno partita IVA e svolgono l’attività di artigiano come hobbisti, questo ha significato non avere nessun supporto da fuori e dover contare solo sulle proprie forze. Dopo un primo momento di disorientamento ci siamo rimboccate le maniche e abbiamo cominciato a lavorare sui social, cercando di mantenere vivo l’interesse del pubblico. Quando ci è stato possibile riaprire il nostro spazio, la risposta è stata notevole e abbiamo capito che ci eravamo mosse nella giusta direzione.

Da cosa è partito tutto e cosa vi ha ispirato? Cos’è che vi ha fatto decidere di mettervi in gioco e di intraprendere questo percorso? 

È nato tutto da un piccolo negozio vicino a via Gallia, dove Licia vendeva le sue creazioni insieme ad una piccola selezione di altri artigiani. Piano piano ha preso piede l’idea di fare gruppo, di creare uno spazio gestito con altre persone, dove potersi anche confrontare e, quindi, migliorare. Ci sono stati vari tentativi, per lo più fallimentari, prima che nascesse We Make. Non è facile trovare persone che sappiano mettersi in gioco e, soprattutto, in discussione. E, se vuoi fare lavoro di squadra, queste due capacità sono imprescindibili. Un’idea può nascere nella testa di una persona e, se poi si è in grado di condividerla, l’idea cresce e si concretizza grazie al contributo di chi fa parte del gruppo. Ecco perché We Make ha funzionato, perché è nato ed esiste grazie al lavoro di squadra. Caratteristica che, anche adesso che ognuna di noi ha preso la sua strada, continua a sussistere. 

We Make: creazioni artigianaliQual è stata un’esperienza del percorso imprenditoriale che ricordate con soddisfazione? 

Quando hanno cominciato a chiamarci come membri di giuria di alcuni tra i più rinomati concorsi di artigianato. Esperienza quasi surreale, perché ci siamo trovate a dover dare dei voti a quelli che erano nostri colleghi, ma anche soddisfacente poiché ci ha messo in contatto con nuove realtà artigiane che non conoscevamo.

C’è stato un momento di svolta per la vostra attività? Qualcosa che vi ha dato quello “slancio in più” per superare eventuali difficoltà? 

Lo slancio in più c’è stato proprio nel momento più difficile. A settembre dell’anno scorso, in pieno aumento di casi Covid-19, abbiamo deciso che o cambiavamo qualcosa, o lasciavamo perdere il progetto. Così abbiamo deciso di prendere ognuna la strada migliore per sé e crescere sia lavorativamente che personalmente. Le strade di Licia e Sabrina consistono nel portare avanti We Make.

Avete un sogno per la vostra attività, uno o più obiettivi che vorreste raggiungere? 

Ci piacerebbe aprire anche un e-commerce, portare i nostri prodotti anche all’estero, ma vorremmo anche creare una rete di spazi come il nostro, magari, chissà, diventando un franchising.

We Make: gioielli artigianaliL’esperienza è una grande maestra. Raccontateci un errore da evitare quando si apre un’attività come la vostra, sulla base di ciò che avete imparato e di quello che non ha funzionato per voi.

La comunicazione sul web, al giorno d’oggi è fondamentale e va affidata a professionisti seri. Purtroppo può capitare di avere a che fare con grandi millantatori che finiscono per fare danni anche gravi. A noi è capitato all’inizio, un po’ per inesperienza, un po’ per ingenuità. Per fortuna lo abbiamo scoperto e ci siamo allontanate da queste persone, rivolgendoci, poi, ad altri professionisti. 

Date ai lettori un consiglio per aumentare la visibilità online sulla base di ciò che ha funzionato per voi 

Creare contenuti interessanti, con frequenza regolare. Foto, ma anche testi. E, soprattutto, metterci la faccia. Al pubblico piace tantissimo sapere chi c’è dietro ad un progetto. 

Chiara è una Web Content Specialist laureata in comunicazione digitale. Da 7 anni lavora nel mondo digital come content strategist e copywriter. Le piace scrivere, ha una passione per il dinamico mondo della comunicazione online, il rock e la pizza.